| | | | | | Ciao! Questa è Detto tra noi, la newsletter di Valore D in cui ci diciamo le cose come stanno, ma anche come potrebbero andare. Ogni mese, un appuntamento tematico per riflettere e trovare ispirazione su temi rilevanti per le organizzazioni e le persone.
L'episodio che leggi è il numero 11. Se la newsletter ti è stata inoltrata, iscriviti qui. Puoi leggere i numeri precedenti di Detto tra noi a questo link.
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DIECI COSE CHE SEMBRANO NORMALI (E CHE NON LO SONO) | | In questo numero: - dieci numeri, un anno di cose dette tra noi senza troppi giri di parole, e perché continuano a riguardarci più di quanto pensiamo;
- i nostri consigli per l’estate.
Buona lettura! | | | | | | In questi mesi di Detto tra noi abbiamo toccato tanti temi diversi. Eppure, c’era sempre qualcosa in comune: regole non scritte, automatismi, standard invisibili. Prima di fermarci per l’estate, siamo tornati sui primi dieci numeri di questa newsletter. Alcune cose, infatti, non smettono di riguardarci solo perché passa il tempo. E allora li abbiamo ripresi per capire perché continuano ad essere attuali. | |
Non è amore (anche se lo chiamiamo così)
Ogni estate le relazioni di coppia diventano spettacolo. E anche quest’anno Temptation Island porta in prima serata l’intrattenimento. O sarebbe meglio dire che porta in prima serata gelosia, controllo, tradimenti… e potremmo andare avanti. Non vogliamo stare qui però a fare la morale al programma televisivo, non è questo il nostro intento. Piuttosto, se riesce a tenerci tutte e tutti incollati allo schermo, vale la pena chiederci cosa dice di noi. Di quello che riconosciamo, normalizziamo, e finiamo per accettare. (A tal proposito c’è stato in queste settimane chi ha suggerito in modo provocatorio di guardare il programma a scuola, proprio per imparare a riconoscere dinamiche problematiche all’interno delle relazioni). E allora il punto è forse questo: che dobbiamo imparare a mettere in discussione quello che vediamo. Perché a forza di guardare un repertorio di segnali d’allarme senza problematizzarlo (minacce scambiate per prove d’amore, controllo presentato come attenzione, ricatti emotivi giustificati come “carattere”), finiamo per considerarlo normale.
#6 Se l'amore è cieco… mettiamogli gli occhiali – ovvero di quanto la gelosia venga ancora letta come una prova d’amore. #7 Cosa c'entrano le app di dating con il femminismo? – ovvero del perché la parola femminismo “attivi” gli animi, soprattutto in fase di corteggiamento (e alcuni dati sulla parità di genere). #9 Quello che gli uomini non dicono – ovvero del perché agli uomini è stato insegnato a non esprimere le proprie emozioni (ma lo facciamo partendo da canzoni arcinote). | | | | Immagine di Maeve e Otis, protagonisti della serie tv Netflix "Sex Education". | |
Non è (solo) merito (anche se lo raccontiamo così)
Siamo in vista delle vacanze estive, il momento dell’anno in cui il lavoro si ferma (o almeno ci si prova, anche perché non tutti e tutte vanno in vacanza d'estate, ci sono attività e lavori che non si fermano). Arriviamo alle ferie un po’ sempre allo stesso modo: con uno sprint finale per “chiudere tutto entro agosto”, perché si sa ad agosto finisce il mondo. E solo quando ci fermiamo ci accorgiamo di quanta stanchezza abbiamo accumulato. Non quella della giornata andata male, ma quella che si stratifica nel tempo. Per mesi abbiamo funzionato così: di corsa, sempre disponibili e un po’ sempre oltre il limite. È proprio questo il momento giusto per tornare su alcuni contenuti passati. Un’occasione non solo per rallentare, ma anche per prendere distanza, per rimettere le cose in prospettiva e allargare un po’ lo sguardo. L’occasione per mettere in crisi certe convinzioni, molto radicate. Ad esempio, che tutto dipenda da noi, dalla nostra voglia, dal nostro impegno, dal “mettercela tutta”. Non perché non sia mai vero, ma perché a forza di raccontarci che conta solo il merito, perdiamo di vista i problemi strutturali: le condizioni di partenza, il tempo a disposizione, il contesto in cui lavoriamo. E dimentichiamo un passaggio fondamentale: anche ciò che sembra più personale – il corpo, l’età, come ci presentiamo esteticamente – non è solo una scelta individuale, ma il punto in cui il sistema lascia i suoi segni. Ed è lì che si decide cosa diventa possibile e cosa no.
#2 Se vuoi, puoi! Quante volte te lo hanno detto? – ovvero del perché il merito è una bella storia, finché non ti accorgi che non tutti partiamo dalla stessa linea. #5 La fretta è cattiva consigliera… eppure spesso detta l’agenda – ovvero del perché rallentare non è un lusso, ma una forma di sopravvivenza (in un mondo che corre senza chiedersi dove). #4 Specchio delle mie brame, ma chi ti ha chiesto niente? – ovvero del perché il corpo non è solo una questione estetica e del perché il lookism non ha a che fare con la vanità. | | | | Glisser, illustrazione di Anne Laval per Paper Collective. | |
Non è colpa dei social (anche se ci viene spontaneo pensarlo)
Nel mese passato siamo tornati ad imbatterci in notizie e conversazioni sulla violenza digitale: da immagini rubate e diffuse senza consenso, a spazi digitali in cui la violenza diventa linguaggio condiviso, come il gruppo online “Meglio una di meno, che una femminista di troppo”. Più che episodi isolati, sono segnali di dinamiche culturali profondamente radicate. Ed è per questo che ha senso tornare a rileggere il numero sul tema della violenza di genere online. Ieri, oggi, sempre. Perché questo contenuto purtroppo non è ancora scaduto. E già che ci siamo, tanto vale fare una riflessione più ampia su come abitiamo gli spazi digitali e come usiamo la tecnologia nella vita quotidiana. #3 “Se ha scattato quelle foto, allora voleva che girassero”… – ovvero del perché online non “vale meno” e del perché il consenso non sia mai sottointeso. #8 Hai una nuova notifica! Ignorala – ovvero del perché non è la tecnologia a stressarci, ma il modo in cui abbiamo imparato a usarla (senza mai staccare). | | | | Meme sull'accettazione dei cookies online | |
Non è una questione di età (anche se ci sembra di sì)
E sempre tornando al fatto che tra poco andiamo in vacanza (sì siamo un po’ in fissa su questa cosa delle ferie), per molti e molte di noi questo vorrà dire anche tornare a incontrarsi con la famiglia. Il ritorno a casa, le lunghe tavolate, le partite di carte. E insieme le conversazioni di sempre, quelle tra una pasta alle vongole e una polpetta al sugo, in spiaggia o a tavola. La zia che dice che i giovani non hanno più voglia di fare sacrifici, il nonno che dice “ai miei tempi era meglio” e il nipote che risponde stizzito “tanto non potete capire perché siete vecchi”. Conversazioni normali, parte di un racconto più grande che si ripete fuori da quelle tavolate: nei giornali, nei social, in tv. Alcune generazioni vengono raccontate continuamente – spesso in modo superficiale – altre smettono semplicemente di essere visibili. Nel lavoro, nelle opportunità, nello spazio pubblico. Il punto in comune è uno: la mancanza di complessità nel racconto. Perché il problema non è l’età, ma il modo in cui la usiamo come scusa per smettere di ascoltare davvero. #1 Si vive più a lungo, che bella notizia! Ma lo è davvero? – ovvero del perché vivere più a lungo non basta, se nel frattempo si diventa invisibili (soprattutto al lavoro, soprattutto le donne). #10 Un popolo di mollaccioni (e mollaccione) – ovvero del perché è più facile etichettare le giovani generazioni anziché ascoltare cosa hanno da dire (che spesso ha a che fare con il mondo che abbiamo consegnato loro). | | | | Fotografia tratta dalla copertina del libro "Driving Miss Norma: One Family's Journey Saying "Yes" to Living". | |
E allora diciamocelo: è tutta colpa di... (+ i consigli per l'estate)
Se c’è una cosa che torna in tutti questi numeri è questa: i problemi di cui parliamo non nascono da scelte individuali sbagliate, nascono da sistemi, da stereotipi, da cose che abbiamo imparato così bene da non vederle più. Finché qualcuno non le nomina. Noi continueremo a farlo. A settembre torniamo con altre cose da dirci. Ma prima di lasciarci, qualche ultimo consiglio per le vostre giornate estive: libri, serie tv, film e giochi che raccontano le aspettative di genere in modo diverso. Li trovate in questa news dal titolo "Crescere con la parità: cosa leggere, guardare e giocare quest'estate". | | Detto tra noi... ci risentiamo a settembre con un nuovo numero e un nuovo tema 🤫 Valore D | | | | | | | | | | | | | | | |