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Ciao!


Da oggi non riceverai più la classica newsletter di Valore D del 15 del mese con tre news e una ricerca. Ma non è un addio, è un nuovo inizio! Infatti è nata Detto tra noi, la newsletter di Valore D in cui ci diciamo le cose come stanno, ma anche come potrebbero andare. Non preoccuparti, continuerai in ogni caso a ricevere comunicazioni periodiche sulle attività di Valore D dedicate alle aziende associate.


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A cura del Team Comunicazione di Valore D

SI VIVE PIÙ A LUNGO, CHE BELLA NOTIZIA! MA LO È DAVVERO?

In questo numero:

  • una riflessione sulla longevità, sulle sfide che pone ai singoli individui e alla società, e sul “costo” più alto che comporta per le donne
  • appuntamenti da non perdere e consigli di ascolto, visione e lettura sul tema

Buona lettura!

   
     

Partiamo da un dato di fatto: viviamo sempre più a lungo. L'Italia, oltre ad essere il Paese più anziano d'Europa, è anche quello che invecchia più velocemente: l'età media al primo gennaio 2024 – dati Eurostat – era di 48,7 anni (contro quella europea di 44,7) ed è aumentata di 4 anni rispetto al 2014 (contro un aumento a livello europeo di 2,2 anni). Nei prossimi anni diventerà il primo Paese a entrare in una nuova, inedita, fase della sua storia, in cui le persone ultracinquantenni costituiranno la maggioranza assoluta della popolazione.

Driving Miss Norma

Fotografia tratta dalla copertina del libro "Driving Miss Norma: One Family's Journey Saying "Yes" to Living".

Ma non è solo questione di quantità... è anche una questione di qualità!

La domanda da porsi, però, non è tanto “quanto più a lungo si vive?”, ma “come?”. Se pensiamo al mondo del lavoro, i lavoratori over 50 sono oltre tre volte i lavoratori appartenenti alla coorte più giovane (Inapp, Rapporto Plus 2022). Questo vuol dire meno giovani che entrano e più persone che restano al lavoro a lungo. E ciò causa non pochi squilibri. Ma a parte i numeri, dietro ai disagi sul lavoro spesso ci sono dinamiche profonde, culturali prima ancora che organizzative. Prendiamo le donne, ad esempio: quando attraversano momenti di transizione fisiologica – che tutti conosciamo, ma pochi nominano – quelle fasi vanno riconosciute, non aggirate. Perché il punto non è soltanto a che età si va in pensione, ma come si sta dentro quegli anni. Come si lavora, come si viene considerati – o considerate. (A questo proposito abbiamo scritto una news che, attraverso i dati, racconta la condizione delle donne in Italia, con anche un focus sul divario pensionistico)

“Dopo i 50, le donne spariscono. È come una morte civile.”

(Testimonianza tratta da “Oltre le generazioni. Esperienze, relazioni, lavoro”, Valore D, 2024)

Ad esempio, dalla ricerca “Talenti senza età” – la prima ricerca italiana sulle donne over 50 al lavoro, a cui hanno risposto circa 5000 lavoratrici tra i 50 e i 69 anni –, analizzando l’aging alla luce di quattro dimensioni (età funzionale, età nel ciclo di vita, età relazionale, età psico-sociale), emerge che l’ambito lavorativo riporta le donne in maniera più forte al processo di invecchiamento e che la discriminazione per età risulta particolarmente alta per impiegate e quadri. Inoltre, quasi il 40% delle donne Baby Boomer e quasi il 30% delle donne Gen X sentono di non essere valorizzate nel loro ambiente di lavoro. E più della metà delle over 50 dice che non ci sono iniziative pensate per includerle davvero. Dati questi, che emergono dalla ricerca “Oltre le Generazioni”. Un quadro concreto, a tratti crudo, che però nel 2025 non è sostenibile. Perché è chiaro che chi ha superato i 50 abbia spesso ancora moltissimo da dare. Ma se non creiamo le condizioni per farlo, quel valore rischia di restare invisibile.

Immagine tratta dalla serie televisiva Netflix Grace and Frankie con le attrici Lily Tomlin e Jane Fonda

Immagine tratta dalla serie TV Netflix Grace and Frankie con le attrici Lily Tomlin e Jane Fonda

Come si fa a creare delle politiche per la longevità sul lavoro?

In questo scenario, parlare di age management non è una moda del momento, è una necessità. E attenzione, non significa “tenere tutti al lavoro finché non mollano”. Significa mettere le persone nelle condizioni di restare attive in modo sostenibile, con percorsi flessibili, realistici, e soprattutto rispettosi delle diverse fasi della vita.

Come farlo? Bisogna innanzitutto partire dalla consapevolezza, lavorare sugli stereotipi che riguardano questa fase della vita e quindi l’ageismo, rompere i tabù. E poi procedere con l’ascolto delle persone per comprendere meglio le loro esigenze. Diventa allora nostro il compito di ribaltare questa narrativa, nei luoghi di lavoro così come nella società. Perché, se è vero che stiamo vivendo una fase inedita della storia, è anche vero che questo ci dà la possibilità di scrivere nuovi copioni.

“È questa l'enormità del nostro privilegio: non esiste un modello per la stagione che stiamo attraversando

(Lidia Ravera, Age pride. Per liberarci dei pregiudizi sull’età, Einaudi, 2023)

Appuntamenti da non perdere e consigli di ascolto, visione e lettura sul tema:

  • a proposito di ribaltamento della narrativa e svelamento di tabù, il 25 settembre alle 17:30 parleremo di questo tema durante la Valore D Live dal titolo "Non è la fine mondo", insieme alle scrittrici Valeria Parrella e Lisa Ginzburg autrici del podcast firmato Feltrinelli "VAMP – Storie di Menopausa" -, Francesca De Vescovi, Corporate Business Director di Feltrinelli Education e Scuola Holden, e Dalila D'Ingeo, ricercatrice del Centro Studi di Valore D. Per seguire la diretta iscriviti qui
  • sempre sul tema: "Oggi mi sento una favola! Essere cicliche: ormoni, emozioni e consapevolezza” di Chiara Gregori (BeccoGiallo, 2025)
  • se dopo una giornata di lavoro la stanchezza si fa sentire, ti proponiamo anche la serie "Grace e Frankie" su Netflix: perché si può continuare ad evolvere anche dopo una certa età, tra scelte di vita, amicizie e risate
  • per dare spazio al confronto intergenerazionale, invece, ecco il primo episodio della seconda stagione di "SCELTE", in compagnia di Gianrico Carofiglio e Giorgia Carofiglio: un racconto a due voci che spiega come imparare ad ascoltare davvero l’altro, non solo accogliendo le sue idee ma tentando di capirne presupposti e origini

Detto tra noi... ci risentiamo il prossimo mese 🤫

Valore D

     

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